IL MATERIALE DI PARTENZA


I materiali da utilizzare per il compostaggio sono i rifiuti organici più facilmente deperibili e degradabili rappresentati da:
  • scarti alimentari di cucina (frutta e verdura, ossa, bucce e gusci di frutta e uova, fondi di caffè e the, tovagliolini di carta;
  • scarti del giardino e dell'orto (foglie, erba, rametti ben sminuzzati di dimensioni inferiori ai 5 cm).

    Con cautela si possono impiegare inoltre i seguenti rifiuti:
  • carne e pesce, che, pur essendo materiali degradabili, possono attirare animali indesiderati, come topi e insetti, qualora non si operi il compostaggio con la dovuta attenzione;
  • pane, pasta, dolciumi, per cui vale l'avvertenza di cui sopra;
  • foglie coriacee a lenta degradazione (es. lauro, magnolia, aghi di conifere) da aggiungere preferibilmente in quantità limitate e comunque in cumuli con prevalenza di scarti umidi di cucina o meglio da abbinare a materiale con buon contenuto di azoto, come ad esempio la pollina;
  • bucce di agrumi, che, essendo di lenta degradazione, vanno aggiunte con parsimonia;
  • parti di piante affette da malattie, in quanto l'innalzamento della temperatura del cumulo porta alla distruzione dei patogeni.

    Non si possono invece utlizzare vetro, polistirolo, pile, farmaci, carta e cartoni, metalli, oggetti in plastica, laterizi e calcinacci, tessuti e indumenti, oli minerali, sacchetti dell'aspirapolvere, legno verniciato, lettiere di animali domestici, tutti gli oggetti contaminati da sostanze non naturali.


    REGOLE DA RISPETTARE

    Ogni persona produce mediamente 50/60 kg/anno di rifiuti organici di cucina utilizzabili per il compostaggio domestico; a questi si aggiungono i rifiuti da giardino che corrispondono indicativamente a 3-4 kg per metro quadrato di superficie verde.
    Pertanto una famiglia media di tre persone con un giardino di 200 mq produce in un anno da 700 a 1000 kg di scarto organico compostabile. E per ogni 1000 kg di rifiuto introdotto si ottengono indicativamente 3-400 kg di compost dopo sette-otto mesi.
    Si ha una notevole riduzione in peso, dovuta principalmente alla perdita di acqua e anidride carbonica conseguente all'attività metabolica dei decompositori. Anche il volume, ovviamente, subisce una consistente diminuizione, fino a oltre la metà del quantitativo introdotto, nel medesimo tempo di cui si è detto.
    Per ottenere buoni risultati dal compostaggio occorre valutare con attenzione la scelta del luogo in cui avviarlo, tenendo presenti queste indicazioni:
  • deve essere disponibile un'area di 3-20 mq a seconda della modalità operativa scelta, e praticabile tutto l'anno, dove cioè non vi sia formazione di ristagni acquosi e fango;
  • il cumulo non deve infastidire i confinanti, e comunque è bene ricordare al vicino che non si tratta di un'attività molesta o fastidiosa, qualora sia ben svolta;
  • il cumulo va collocato preferibilmente all'ombra di un albero a foglie caduche, che non permette l'eccessivo essiccamento nel periodo estivo, mentre in inverno lascia penetrare i raggi del sole, favorendo il meccanismo biologico;
  • i materiali grossolani vanno preventivamente sminuzzati a dimensioni di non oltre 5 cm, usando appositi biotrituratori.


    LA FORMA DEL CUMULO
    Al cumulo può essere data una forma diversa in funzione della stagione: durante l'inverno è consigliabile una forma “a triangolo” per favorire lo sgrondo dell'acqua piovana e non umidificare eccessivamente il cumulo in un periodo di scarsa evaporazione; durante l'estate è consigliabile una forma “a trapezio” che favorisca l'assorbimento dell'acqua piovana in un periodo di temperature elevate e quindi di forte evaporazione.


    cumulo a trapezio
    Per una efficace trasformazione del materiale il cumulo deve rispettare delle dimensioni minime in modo da conservare condizioni di calore e umidità ottimali per la vita dei microrganismi responsabili del processo. Tali dimensioni sono: altezza 80 cm, larghezza 1 m, lunghezza 1 m.
    E' necessario inoltre mescolare in maniera corretta i rifiuti organici più umidi (rifiuti di cucina, erba ecc.) con quelli meno umidi (rametti, legno, foglie) in modo da conseguire tre obiettivi importanti:
  • consentire un apporto nutritivo equilibrato per i microrganismi responsabili della degradazione, in particolare un giusto rapporto C/N (carbonio/azoto);
  • raggiungere l'umidità ottimale (>45%);
  • avere un'adeguata porosità che garantisce l'ossigenazione interna della massa, trattandosi di degradazione aerobica.

    Indicativamente, si deve avere una prevalenza degli scarti umidi, con un rapporto di 2-3 a 1 fra umidi e secchi. La miscela così composta permette di avere un rapporto carbonio/azoto ben equilibrato per le esigenze nutritive dei microrganismi, in quanto ogni grammo di azoto necessita di 25-30 g di carbonio.
    Una miscela ben composta permette di raggiungere i seguenti risultati:
  • un corretto arieggiamento della massa formata; grazie, in particolare, alla presenza del materiale strutturato (rametti, trucioli ecc.);
  • un contenuto ideale di umidità, che comunque tende a variare durante il processo per evaporazione o con l'apporto delle piogge.

    Esiste un metodo pratico per controllare se il contenuto di umidità è ideale, la prova del pugno. Si prende dal cumulo un campione con una mano e si stringe: qualora il palmo della mano rimanga asciutto, è necessario aggiungere acqua; se il palmo si inumidisce il contenuto di umidità è giusto; se la mano sgronda goccioline d'acqua, il contenuto è eccessivo. In questo caso, per evitare fermentazioni maleodoranti, è bene aggiungere al cumulo materiale secco, per ristabilire la giusta sofficità e porosità.
    Uno dei modi per capire se la massa ha iniziato il processo di trasformazione del rifiuto organico, o se questo stia avvenendo correttamente, è quello di controllare la temperatura, verificando con un termometro da terra o semplicemente inserendo la mano nel cumulo.
    Il processo di degradazione microbica, infatti, determina un innalzamento della temperatura a oltre 60%, in particolare nel periodo estivo, per poi scendere ai normali valori ambientali.
    Anche dopo ogni rivoltamento si può osservare un innalzamento della temperatura che coincide con la ripresa dell'attività microbica: il riscaldamento del cumulo igienizza il compost da eventuali parassiti o malattie.
    Il cumulo va rivoltato 3 o 4 volte a distanza di 3-4 settimane da una volta all'altra, allo scopo di ossigenare la massa e di riportare gli strati esterni, meno degradati, all'interno permettendo una decomposizione uniforme di tutto il materiale presente.
    Gli strumenti più efficaci per effettuare il rivoltamento sono il forcone, la vanga o il badile.
    Il rivoltamento si realizza agevolmente nel caso di compostaggio in cumulo aperto, più complicato con la compostiera. Esistono sul mercato delle compostiere “dinamiche” dotate di contenitore mobile per favorire la movimentazione del compost.


    MODALITA' DI COMPOSTAGGIO

    I metodi di compostaggio più utilizzati sono il cumulo aperto, il cumulo entro compostiera e la buca o trincea.

    cumulo aperto
    E' il sistema più semplice, ricorda il letamaio o “massa” dei vecchi agricoltori. Consiste nell'accumulare lo scarto organico, con le avvertenze di cui si è detto, su un fondo creato intrecciando alcuni rami per favorire l'arieggiamento, avendo l'accortezza di formare un cumulo con dimensioni minime di 1-1,50 m come base e m 1 come altezza –queste misure consentono alla massa di conservare una temperatura sufficiente per l'attività microbica-, protetto per evitare l'accesso di animali (ad es. con reti).
    E' anche utile prevedere un'area, meglio se non accessibile a cani e gatti, oppure un cassone in cui stoccare il materiale in attesa di raggiungere la quantità sufficiente.


    cumulo in compostiera
    La compostiera o composter è un contenitore di forma e volumetria variabile nel quale il rifiuto organico collocato al suo interno subisce la trsformazione in compost. Rispetto al cumulo presenta pro e contro.

    I pro:
  • nasconde il rifiuto alla vista del vicino;
  • protegge il materiale dalla pioggia e dalle basse temperature;
  • permette una buona igienizzazione di piccole quantità di materiale.

    I contro:
  • rivoltamenti difficili;
  • scarsa aerazione;
  • a volte costi elevati per l'acquisto.

    Il composter si presta bene per essere utilizzato in aree urbane dove prevale una tipologia abitativa contraddistinta da case singole e piccoli giardini. Per un corretto impiego della compostiera si consiglia:
  • prima di iniziare ad utilizzarla mettere alla base del materiale legnoso per creare uno strato drenante che agevoli il deflusso del percolato e faciliti la circolazione dell'aria all'interno del contenitore;
  • se non si vogliono miscelare i materiali prima della loro introduzione nel composter, disporre gli scarti di cucina e quelli di giardino a strati alternati non troppo spessi;
  • il successivo rivoltamento permetterà
  • l'intima miscelazione tra i diversi materiali collocati nel contenitore;
  • le ramaglie e tutti i rifiuti di grosse dimensioni vanno sminuzzati per favorirne la decomposizione;
  • ricoltare periodicamente il materiale.


    in buca o in trincea
    Si tratta di scavare una fossa dove porre il rifiuto organico distanziandolo bene dalle pareti e dalla base foderando le pareti con bancali di legno oppure con frasche. Sul fondo devono essere previsti dei fori di drenaggio.
    Le operazioni richieste sono simili a quelle per il compostaggio in cumulo all'aperto.

    Questo sistema ha il vantaggio di essere economico e di nascondere i rifiuti. Gli inconvenienti possono essere i seguenti:
  • durante le piogge persistenti si rischia un accumulo eccessivo di acqua;
  • permane il rischio di un insufficiente scambio d'aria all'interno del cumulo;
  • i rivoltamenti non sono semplici come nel cumulo all'aperto.



    TIPI DI COMPOST

    Compost fresco (2-4 mesi)
    è ancora in corso di trasformazione biologica, ricco di elementi nutritivi (fondamentali per la fertilità del suolo e la nutrizione delle piante) e quindi non sufficientemente stabile. Indicato per la concimazione autunnale dell'orto. Da evitare le applicazioni che prevedono il contatto diretto con le radici.

    Compost pronto (5-7 mesi)

    compost più stabile caratterizzato da una minore attività biologica. Può essere impiegato per la fertilizzazione dell'orto o del giardino subito prima della semina o del trapianto.

    Compost maturo (10-12 mesi)

    compost molto maturo e stabile, idoneo al contatto diretto con le radici e i semi anche in periodi vegetativi delicati (germinazione, radicazione ecc.), indicato soprattutto come terriccio per le piante in vaso e per le risemine dei prati.  


    ALCUNI POSSIBILI INCONVENIENTI

    Odori molesti

    Possono essere causati da eccessiva presenza di materiale umido e dalla conseguente carenza di ossigeno nel materiale in trasformazione. Per prevenire questo problema è utile mantenere una buona porosità del cumulo con aggiunta di materiale secco e rivoltamenti frequenti.


    Lumache

    Attratte dall'ambiente caldo e umido durante il periodo autunnale, possono depositare le loro uova nel compost. Per evitare questo inconveniente, è utile cercare le uova, che si presentano chiare, di forma sferica e riunite a grappoli, ed eliminarle prima di utilizzare il compost.


    Topi

    Per prevenire la loro presenza, è bene non eccedere nell'aggiunta di cibi cotti e di origine animale nel compost.


    Moscerini e vermi

    La loro presenza è normale, anzi, i lombrichi contribuiscono positivamente alla umidificazione dei materiali in trasformazione.


    Erbe infestanti

    E' un problema di difficile soluzione, perché la temperatura causata dalla trasformazione non è tale da impedire la germinazione dei semi di queste erbe. Meglio estirparle prima della fioritura.
    Una volta raggiunta la piena maturazione, il compost presenta queste caratteristiche:
  • colore scuro e odore di terriccio di bosco;
  • aspetto soffice con i materiali di base non più riconoscibili, fatta eccezione per i pezzetti di legno grossolani non ancora decomposti;
  • assenza quasi totale di lombrichi e moscerini.


    ALCUNI CONSIGLI PER L'UTILIZZO

    Orticole

    Pomodori, cetrioli, zucche, zucchine, patate, cavolini di Bruxelles, cavoli cappucci bianchi e rossi, cavolfiore, broccoli, cavolo cinese, sedano, asparagi, mais, rabarbaro: 3-5 kg/mq.
    Insalate, indivia, cavolo rapa, ravanelli, finocchio, barbabietole rosse, biete da costa, topinambour, prezzemolo: 2-3 kg/mq. Spinaci, valerianella, cicoria belga: 1-2 kg/mq. Assolutamente da evitare la somministrazione di compost fresco alle carote, leguminose (piselli, fagioli) e cipolle.

    Frutticole

    Gli alberi da frutto utilizzano meglio il compost se lo distribuisce, dopo la raccolta, come strato pacciamante spesso fino a 2 cm su tutta l'area coperta dalla chioma. 2.3 kg/mq sono la dose ideale per favorire la formazione degli organi che fruttificheranno l'anno successivo.

    Floricole

    Sulle aiuole di fiori 2 kg/mq di compost maturo. Nel prato rasato il compost è utile prima della semina; in seguito si può anche impiegarlo setacciato per eliminare i muschi e rinverdire zone prive di vegetazione: 1-2 kg/mq di compost maturo. Dal compost nascono i fiori.